giovedì 16 marzo 2017

Sculacciate

Erano passate forse un paio d'ore, forse di più, non sapeva dirlo con esattezza e sinceramente non le importava. Si sentiva stanca, ma di una stanchezza positiva. Si sentiva finalmente rilassata e appagata.
Stesa sulla schiena, il corpo nudo abbandonato sul letto, volse il capo verso di lui, appoggiato su un fianco. La stava guardava. Gli sorrise con un sospiro compiaciuto.
"Finalmente un sorriso" disse lui dandole un rapido bacio. Lei sorrise ancora di più.
"Mi è venuta sete" gli disse alzandosi dal letto.
"Come? Ancora?" chiese lui divertito.
"Scemo, ho sete ma non di te" rispose lei dandogli una sculacciata.
"Sta attenta piccola..." l'ammonì lui. Lei gli fece una linguaccia, gli diede un'altra sculacciata e poi corse via.
"Adesso vedrai!" disse lui alzandosi in fretta per correrle dietro.
Ci mise poco a raggiungerla, lei emise un grido ridendo mentre lui la mancava per un pelo.
"E dai, era solo una pacca sul sedere..." disse lei. Erano fermi l'uno di fronte all'altro, solo il tavolo della cucina a dividerli.
"Erano due" puntualizzò lui "e lo hai fatto di proposito."
"Si, è vero...ma era per gioco" lei cercò di fingersi dispiaciuta, ma non riusciva a smettere di ridere.
"Adesso ti prendo!" esclamò lui afferrandola per un polso. Lei gridò per la sorpresa, ma non si oppose quando lui la trascinò tra le sue braccia.
"Cosa devo fare con te?" le chiese.
"Baciarmi?" propose lei alzandosi in punta di piedi per baciarlo.
Lui la strinse a sé baciandola con passione, poi le assestò un colpo sul sedere. Lei sussultò per la sorpresa.
"Così non vale" protestò lei.
"Ti avevo avvertita..." disse lui facendola piegare sul tavolo, il sedere sollevato.
"Ma dai..." provò a protestare lei, ma la sculacciò di nuovo. E ancora, e ancora. "Ti odio" gemette lei tra un colpo e l'altro.
"Non è vero" disse lui accarezzandole il sedere arrossato per le sculacciate. Si piegò su di lei a baciarle la schiena, le spalle, il collo. "Perché sei così eccitante?" le chiese in un sussurro prima di mordicchiarle l'orecchio. Lei si dimenò sotto di lui.
"Potrei chiederti la stessa cosa" rispose lei chiudendo gli occhi e abbandonandosi sulla superficie del tavolo.
"Ho voglia di fotterti, micetta" disse lui, una mano ad accarezzarle la fica già bagnata. Lei si protese verso la sua mano in risposta. Le allargò le gambe, scivolando dentro di lei. Lei si tese in un sospiro, poi si rilassò.
Le mani di lui intrecciate in quelle di lei, mentre gli affondi si facevano sempre più insistenti. Colpi decisi che la scuotevano mozzandole il respiro, i loro gemiti uniti mentre raggiungevano l'orgasmo.
Poi lui si accasciò sulla schiena di lei, baciandola con dolcezza.
"E' stato divertente" disse lei riprendendo fiato.
"Che cosa?" chiese lui scostandole i capelli dal viso.
"Sculacciarti" rispose lei sorridendo.


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