lunedì 13 marzo 2017

Maschere

Non siamo altro che maschere. Finzioni di noi stessi. Immagini di ciò che gli altri vorrebbero che fossimo. Ci sforziamo di esserlo, violentando noi stessi per essere uguali all'immagine che gli altri si aspettano di vedere.

Non dovrebbe essere così. Dovrebbe essere l'esatto contrario. Dovrebbero essere gli altri ad adattare l'immagine che hanno di noi con ciò che siamo realmente.

Ma cosa siamo realmente? Chi siamo davvero?

C'è qualcosa che stride in sottofondo, qualcosa che graffia e rovina ogni cosa. Un grido di frustrazione, un pianto disperato, disprezzo.

Non è un buon periodo questo.

Piango, evito le persone, penso solo a lavorare...e mi chiedo perché lo faccio, mi chiedo a che pro andare avanti, perché alzarsi la mattina, a che pro impegnarsi se poi non importa niente a nessuno. Dovrei farlo per orgoglio personale, ma ha smesso di importarmi. Ho lavorato durante i week end, studiato per colmare le mie lacune ma....per cosa?

Manco di prospettiva, manco di motivazione, manco di energia. Vorrei solo non dovermi svegliare al mattino e fingere che tutto va bene. Fingo anche male se è per quello, forse perché non me ne frega più niente di nascondere che non sto bene, tanto a chi vuoi che importi? A me no di sicuro.

Scrivere è l'unica cosa mi piace davvero fare, ma anche quella non mi sta portando a niente, per lo meno, mi fa ancora sentire bene. 

Però capisco che se per tutto il resto ci sto così male è perché io ci tengo a quello che faccio, a tutto quello che produco, e su cui ci lavoro. Io ci tengo davvero ma non ricevo altro che calci in culo o vengo ignorata. Io ci metto me stessa, provo anche ad espormi, ma ogni volta che lo faccio la prendo in quel posto, e in questo caso non è per niente piacevole. Venire trattata con supponenza o superiorità di certo non aiuta chi ha già un'autostima sotto il livello del mare.

Ci sono momenti in cui vorrei solo sparire, scomparire completamente. 

In qualche modo ne uscirò, come faccio sempre. Non so come, ma un modo lo troverò. Lo trovo sempre un modo.

Nel frattempo cerco di pensare ad altro, ricordo quei due giorni di evasione con lui, fantastico sul mio dolce capo. Cerco di non guardare l'abisso, l'oscurità che mi circonda, fingo che non esista e nel frattempo vado avanti, magari immaginando la prossima volta che lo vedrò, o quel famoso caffè, o magari semplicemente una vacanza senza pensieri, in solitudine.

In qualche modo ne uscirò...


2 commenti:

  1. Tramite amici arrivo qui, leggendo le tue righe sembrava di rivivermi, comprendono questi momenti, li vivo, sono abituata all'oscurità, sono certa però che in qualche modo la strada per uscirne c'è, magari a volte difficile da trovare, ma c'è. Scusami se i sono "intrufolata", è bello qui, è bello quello che scrivi.

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    1. Non scusarti, chiunque è il benvenuto qui. Questo è un luogo lontano dal tempo e dalla realtà, un angolo tranquillo dove lasciarsi andare ad emozioni, pianti, pensieri e qualunque altra cosa abbiamo nel cuore.

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