martedì 31 gennaio 2017

Dirty Mind

"Hai mai la sensazione di non andare da nessuna parte? Di essere sempre fermo nello stesso punto?" chiese lei accarezzandosi una ciocca di capelli.
"No, non mi sembra. Tu si?" chiese lui.
"Si, di continuo. Vedo le persone sfrecciarmi accanto, raggiungere obiettivi, guadagnare successi...io invece sono sempre qui, senza aver fatto neppure un passo avanti, anche se mi sembra di aver percorso chilometri" rispose lei con un sospiro.
"Non è vero che non hai fatto neanche un passo. Ne hai fatti molti, è solo che non te ne rendi conto" rispose lui osservando il suo volto, la stanchezza dello sguardo, le piccole righe del sorriso. Avrebbe voglia di baciarla.
"Inezie rispetto a tanti altri" ribatte lei "Io resto sempre qui, affannandomi tra le sabbie mobili, senza mai ottenere niente, anzi, perdendo anche quello che ho ottenuto" concluse lei in tono aspro.
"Sottovaluti le tue azioni, lo fai sempre" disse lui "E poi, io sono qui con te."
"Te ne sei andato però" gli fa notare lei, guardandolo negli occhi.
"Ma ora sono qui" ribatté lui.
"Te ne andrai di nuovo. Tutti se ne vanno. Nessuno resta. Nessuno" rispose lei alzandosi in piedi e andando da lui. "Nessuno resta" aggiunse accarezzandogli la guancia.
Lui fece per dire qualcosa, ma lei gli mise un dito sulle labbra, per farlo tacere.
"Portami a letto" disse ancora chinandosi a baciarlo.
"Non è con il sesso che si risolve il problema" le fece notare lui, alzandosi tuttavia dal suo posto.
"No, ma è tutto quello che ho" rispose lei sfilandosi lentamente il vestito. "L'unico legame" aggiunse avvicinandosi a lui, sfiorando con le labbra il suo collo, inspirando il suo odore.
"Ti odio quando dici così" rispose lui, afferrandola per i capelli e baciandola.
"Scopami, e fammi sentire quanto mi odi" disse lei infilandogli una mano nei pantaloni, su quel gonfiore sempre più accentuato.
Lui le afferrò il polso e con un'imprecazione la trascinò in camera da letto. Quanto la odiava quando parlava così, e allo stesso tempo non riusciva a fare a meno di lei.


mercoledì 18 gennaio 2017

La paura ha un altro volto

Cercherò di spiegarti cosa significa per me quella mano stretta attorno al mio collo. Cercherò di spiegarti a cosa penso in quel momento e perché la mia espressione cambia a tal punto da spaventarti. Non so se tu debba davvero avere paura di quel momento, o meglio dell'espressione che si manifesta sul mio volto. Quando vedi la mia espressione, tu lasci perdere e allontani la mano. Interpreti ciò che vedi sul mio viso come paura. Non è paura, ma definire ciò che sento con una sola parola è impossibile.

Vedi, c'è un problema con la mia testa: i miei pensieri si scindono in due.

Da una parte c'è quella che vede, che sente, in quel gesto il liberarsi di ogni costrizione ed essere se stessi, di vivere l'amplesso in ogni modo, dove dolore e piacere si mescolano fino a confondersi. Una mano sul collo, le unghie che graffiano la schiena... tutte manifestazioni di quella passione prepotente che deve trovare il modo di uscire. C'è una porzione di ribellione in quella parte, perché la sottomissione a quei livelli è forse troppo contrario alla mia natura.

Poi c'è l'altra parte, quella più analitica, quella che legge e interpreta ogni gesto e ogni atteggiamento come se stesse tracciando un profilo psicologico, una catalogazione, un'analisi approfondita. Seria e decisa, quella parte analizza sterilmente quel gesto e le parole che dici come un avvocato accusatore o un poliziotto cattivo.

Per un momento questa parte prende il sopravvento e ti guarda con distacco. E' appena un attimo, una frazione di secondo in cui mi rendo conto di cosa sto facendo e decido di smetterla. Un attimo che basta per spaventarti e per farti decidere di desistere.

Dammi la mano. Ecco, posala qui, sul mio collo. Non aver paura di ciò che vedrai sul mio volto. Aspetta, guarda come l'espressione cambia, guarda come la freddezza lascia il posto alla passione. Lo vedi, non temere. La paura ha un altro volto e non è il mio.


martedì 17 gennaio 2017

Odio aspettare

Un brivido mi percorre il corpo. E' il brivido dell'attesa e dell'aspettativa. E' il brivido di chi sa cosa sta aspettando e allo stesso tempo non lo sa. L'unica cosa che sa è che sarà intenso, che sarà ciò che vuole.
Brividi di piacere mentre aspetto. E' te che sto aspettando, è te che voglio, è con te che voglio essere adesso. Questo momento è solo nostro, mio e tu, e io ti aspetto. Ti sto aspettando da molto tempo, e tu sai quanto odi aspettare.


lunedì 16 gennaio 2017

Usare e ringraziare

Le tue mani che mi tengono ferma mentre affondi dentro di me, spinta dopo spinta, senza tregua. Continui a sbattermi senza sosta con una foga dettata da una notte insonne e da oscuri pensieri che speri di levarti dalla testa. Sento le gambe deboli e tutto il mio corpo cedere, mi sento sfinita dai tanti orgasmi, esausta dai tuoi assalti, eppure tu continui. Non sei sazio, non sei ancora appagato. Lo sento il tuo bisogno quasi rabbioso di continuare fino ad espellere tutto ciò che hai dentro.
L'ultimo colpo mi strappa un gemito più di dolore che di piacere, poi esci da me e ti lasci andare sul letto. Io crollo accanto a te, completamente sfinita, ogni fibra del mio corpo pulsa e trema. Sento il tuo respiro affannato farsi sempre più tranquillo e regolare. Io non oso muovermi, tutto mi fa male e comunque sono troppo stanca per muovere anche un solo muscolo. Sento che sto per assopirmi, o forse già sto sognando quando la tua mano mi accarezza. Non c'è malizia o passione in quel gesto, ti stai prendendo cura del corpo che hai usato fino a poco fa.
"Grazie" mi sussurri continuando ad accarezzarmi e posandomi delicati baci sulla pelle.


venerdì 13 gennaio 2017

Finestra sul palazzo di fronte

Come ci sono finita qui a fare la guardona? Come ci sono finita qui, al buio, a scrutare fuori dalla finestra? Come ci sono finita a spiare quei due nel palazzo di fronte?
Eppure è accaduto.

Mi sono fermata davanti alla finestra quando li ho visti entrare in casa e accendere le luci. Li ho guardati mentre richiudevano con urgenza la porta. Mi è sembrato di scorgere della tensione tra loro. Avevano forse litigato? Magari non volevano vedersi? Eppure adesso sono lì, davanti a me.

Lei gli stava dicendo qualcosa, credo urlasse, almeno dal modo in cui agitava le mani. Lui invece se ne stava immobile, fin troppo immobile in effetti, possibile che lei non se fosse accorta? Era chiaro che sarebbe accaduto.

Tutto questo sarebbe potuto essere l'inizio di un giallo, o magari di un bel noir. Lo ammetto, parte del mio cervello, ci ha pensato, anche ora, che sono qui a guardarli continuo a pensarci. Non è tuttavia un giallo quello che si sta svolgendo davanti ai miei occhi, ma l'incontro tra due persone che si amano... o si odiano in un modo davvero molto piacevole.

E' cominciato tutto con un bacio, improvviso, travolgente. Lui che la afferra, che la sbatte contro il muro e le tappa la bocca con la propria. Un attimo di shock e poi la passione che divampa come un vulcano n eruzione. Quelle bocche avide, quelle mani bramose di togliere i vestiti.
Una scena ipnotica ed erotica. 

Sono rimasta alla finestra, senza mai distogliere lo sguardo, senza perdermi nulla di quell'amplesso strappato nell'ingresso di quell'appartamento. Li ho invidiati, ho invidiato quel momento che stavano condividendo. Mi sono sentita un'intrusa, una ladra, eppure sono qui a guardarli, e non riesco a distogliere lo sguardo.


giovedì 12 gennaio 2017

Troverò il modo di ripagarti

Lascia che mi avvicini, che salga su di te. Pelle contro pelle. Mi è mancata la tua voce e il tuo tocco, mi sono mancate le tue premure e le tue attenzioni. Più di tutto però, mi sei mancato tu, e quello che scateni in me. Non so come, ma riesci a calmare la rabbia, riesci a trovargli una via.

Lascia che monti sulle tue ginocchia e ti guardi negli occhi mentre ti ricopro di baci. Voglio cullare e coccolare il tuo corpo. Voglio di nuovo sentire il tuo sapore e il tuo odore. Voglio vederti eccitato e bramoso di me. Voglio vedere la fame crescere nei tuoi occhi, voglio sentire la tua pelle accaldata mentre mi struscio contro di te.

Lasciami fare prima di cederti il controllo, lasciami fare prima che ti conceda il mio corpo. Troverò certamente il modo di ripagare questa tua fiducia.


mercoledì 11 gennaio 2017

Tentazioni

Quella voglia latente che per giorni ci ha tormentato, che ha continuato a stuzzicarci senza sosta, in un continuo tira e molla tra dolci pensieri e desideri insaziabili. Animali affamati l'uno dell'altro, con l'incessante bisogno di un contatto, seppur minimo. Una scopata mentale non è abbastanza per gente come noi. Oh no, non è abbastanza. Ora che le nostre menti sono sature di immagini eccitanti, anche i nostri corpi reclamano attenzione.

Cosa accadrà quando ci incontreremo? Quando saremo a pochi centimetri l'uno dall'altro? Ciò che abbiamo immaginato e desiderato ci sconvolgerà il cervello, ci manderà in ebollizione il sangue. Cercheremo il contatto in una carezza, in uno sfiorarsi casuale; anche un casto bacio di saluto nasconderà qualcosa di più.

Saremo due bombe ad orologeria pronte ad esplodere, basterà solo cedere alla tentazione. Una fuga dalla realtà solo per noi.

Non lo senti anche tu, quel rimescolio dentro, quando ci pensi?