mercoledì 31 agosto 2016

Prima che ti rovesci dal tuo trono

Ti sto offrendo il mio corpo, non lo prendi? Fammi sentire come te ne impossessi. Lascia sulla mia pelle i segni della tua voglia. Questo culo dalla pelle bianca e delicata... non vuoi farlo diventare rosso con i tuoi schiaffi? Questa fica che già cola per te... non vuoi riempirla col tuo cazzo?
E questa bocca? Questa bocca così insolente che ti provoca, che ti sussurra oscenità all'orecchio.. non la vuoi chiudere con un bacio? Non vuoi imbrigliare la mia perfida lingua con la tua?
Soffoca ogni protesta, imprigiona ogni resistenza, inchiodami a questo letto. Fallo presto, fallo subito prima che riesca a ribellarmi alla tuo dominio.
Sai che mi piace sfidarti, sai che non lo farei se non sapessi quanto sei bravo a rispondere alle mie provocazioni. Avanti, rimettimi al mio posto se ci riesci.


martedì 30 agosto 2016

Zitto

Zitto, non dire niente, lasciati amare, lasciati scopare.
Voglio assaggiare quel bel corpo, voglio saziarmi della tua carne, voglio riempirmi le orecchie dei tuoi gemiti, voglio saturare il mio olfatto con il tuo odore, gustarmi il tuo sperma come fosse la mia droga preferita.
Zitto, non protestare, non agitarti. Non ti fidi di me? E fai bene sai. Oh si, non ti devi mai fidare di me, assolutamente mai.
Forse dovrei legarti. Si, dovrei decisamente legarti, e poi restare ad osservarti. Il tuo corpo eccitato che mi cerca e gli insulti che mi lanceresti contro mentre strattoni le corde che ti imprigionano.
mmhh... sapessi quanto ho voglia di sentirti implorare di scoparti, sento il gusto delle tue parole sulla punta della lingua.
Voglio saziarmi della tua essenza, mi darai anche la tua anima? Mi dici di no, ma io ho tutto il tempo del mondo per prendertela. Non vedo l'ora di averla, ma per il momento dovrò accontentarmi del tuo delizioso corpo, e di quel cazzo che mi ama e già si protende in cerca di me.


lunedì 29 agosto 2016

The Queen is back

Te l'ho mai detto che adoro la tua pelle abbronzata dal sole? Te l'ho mai detto che adoro la curva delle tue labbra quando sorridi? Te l'ho mai detto quanto mi piace quanto mi afferri per i capelli e cominci a mordicchiarmi la spalla e il collo?
Non credo di avertelo mai detto sai.

E non te lo dirò. Me lo tengo per me. Non voglio che tu ti ritenga troppo fiero di te stesso. Si, certo, io sono la tua puttana, ma tu mi appartieni, e finché pensi di poter fare di più, non ti accontenterai, continuerai a volermi, a cercarmi.

Dio, come mi piaci. Vorrei riuscire a fotterti il cervello, impedirti di pensare ad altro che non sono io. Vorrei vederti in ginocchio per me ad implorarmi di restare.
Pensi di sapere tutto di me, ma c'è qualcosa che non sai: sono una gran stronza, e ho deciso di rimettermi sul mio bel trono, riprendere possesso della mia corona e fare ciò che voglio.
Tu sei il mio suddito preferito, te l'ho mai detto?




venerdì 5 agosto 2016

Lo sentite il richiamo delle ferie? Si? Beh, io no.

C'è un limite a tutto, dicevano. Appunto, dicevano.

Non è affatto vero che c'è un limite a tutto, altrimenti non si spiega il tizio che ho davanti a me.
Passi che mangi una cosa che chiami cibo, che a me sembra tantissimo polistirolo e trucioli di legno, passi che mastichi come un criceto, ma che lo fai anche a bocca aperta no! Dai, c'è un limite a quello che posso sopportare e tu lo stai scavalcando a grandi falcate.
Già che non si capisce mai se stai parlando da solo, al telefono o con me (o tutte e tre le cose assieme), già che saluti al mattino con l'entusiasmo di un bradipo narcolettico con problemi intestinali, già che emetti suoni su cui non voglio assolutamente interrogarmi per la mia stessa salute mentale.
Insomma non è abbastanza?

La risposta è no, perché boh, si vede che al limite non ci sono ancora arrivata.
Perché altrimenti non si spiega neppure quest'altro tizio. Appiccicoso come un cerotto (di quelli che ti mettono all'ospedale, che quando provi a toglierlo temi sempre che si stacchi anche la pelle), noioso come una partita di ping pong fra robot, dai gusti musicali dell'anteguerra, dalla dialettica insostenibile, che se accettassi di uscire a cena con lui penso mi ritroverei le sue mani nelle mutande prima ancora dell'antipasto.

Insomma, qualcuno lo metta questo benedetto limite! Com'è possibile raccattare tutti questi casi umani?! Mentre dormivo mi hanno forse attaccato un cartello dietro la schiena? Eppure non mi sembra di dare false speranze a nessuno. OK, ho la tendenza a flirtare. E' vero che cerco di essere gentile con tutti, ma da qui raccattare casi umani!

Non si può inventare uno filtro spam anche nella vita di tutti i giorni? Tipo che definisci i parametri di filtraggio e puf! i casi umani magicamente spariscono! No eh?
Rassicuratemi col fatto che i casi umani sono anche al femminile, che pure voi maschietti dovete sorbirvi certe piattole, vi prego!

E comunque, la vogliamo finire di ripetere che sono una persona meravigliosa? Una donna splendida, una meravigliosa creatura e tutto il resto? Davvero, se è per portarmi a letto dico subito che non funziona, le dovete dire dopo averlo fatto. Se è per fare i complimenti... mi sa che avete sbagliato persona perché tutte quelle belle qualità non possono essere riferite a me. Se mi dici che sono pazza, stramba, vagamente ridicola e con un'insana ossessione per le Pringles e i marshmellow, allora ti credo e ti do ragione, tutto il resto però lascia stare davvero.

Volete rendermi felice? Pringles, marshmellow, Pinot grigio, "La ragazza dei corpi" sul comodino e un letto matrimoniale con voi dentro, nudi ovviamente. 


OK, adesso sono arrivata alla limite suppongo, perché quando ti mandano la foto di due uccellini che scopano... lo hai toccato davvero il fondo!

mercoledì 3 agosto 2016

Mi dispiace

Alla domanda "Come stai?" la risposta che davi era sempre "Bene", con un sorriso forzato, che cercava di apparire il più autentico possibile. A volte il sorriso era davvero autentico, e quel "Bene" significava davvero che tutto andava bene. Altre volte, invece, era la porta dietro cui nascondevi tutto il resto.
Tutto il resto...


Quando vai al supermercato eviti il reparto degli alcolici, se ci devi per forza passare, lo attraversi in fretta, una voce nella testa che ti ripete di non fermarti, di non comprare niente. Ci riesci sempre, ma una volta a casa pensi che invece avresti dovuto prenderla una bottiglia di vino. Ti saresti bevuta tutto quel vino da sola, e ad ogni bicchiere i pensieri sarebbero stati sempre più cupi perché hai una cazzo di ubriacatura triste tu, depressiva, che ti fa sentire ancora più di merda.
Ti saresti bevuta quella bottiglia guardando il tramonto, sola.

Sola. Andare in un ristorante a rassegnarsi a dire al cameriere che cenerai da sola. Che cenerai sempre da sola, anche se avrai un uomo nel letto, alla fine la cena la condividerai con la sola compagnia di te stessa. Sola andrai a farti le vacanze. Sola viaggerai. Sola andrai a fare shopping. Ti addormenterai sola in un letto stramaledettamente troppo grande.
Ti guarderai attorno e vedrai solo coppie, gruppi di amici, famiglie, e proverai di nuovo quella fitta al cuore e la rabbia salirti dalle viscere.
Ed è allora che vorresti una bottiglia che non c'è, che ti sfogherai sul cibo per poi pentirti e restare completamente a digiuno, che prenderai una lama e ti taglierai.

Nella tua vita non hanno fatto altro che ripeterti che dovevi socializzare di più, che dovevi integrarti di più, che dovevi parlare di più. Una forzatura ad essere chi non sei, una forzatura ad assomigliare ad una persona che non ti assomiglia per niente. Per tutta risposta, tu ti chiudevi ancora di più in te stessa, perché pensavi che, dicendoti così, volessero in realtà dirti che così non andavi bene, che eri sbagliata e che quindi dovevi cambiare.
Ma tu non ci stavi più a cambiare, non ci stavi più ad essere qualcuno che non eri, ad imporre la tua presenza, a parlare anche quando non avevi niente da dire semplicemente per il fatto che lo facevano tutti e quindi dovevi farlo anche tu.
Non ci stavi a farti cambiare, non ci stavi a farti giudicare per il tuo carattere, non ci stavi a piangere per un commento. Allora ti rinchiudevi in te stessa, con muri sempre più alti, difese sempre più invalicabili, armature sempre più spesse, mentre combattevi con la voglia di distruggere quella che eri e che gli altri sembravano non giudicare mai abbastanza.


Non ci stavi ad essere trattata così, non ci stavi a sentirti così. Così semplicemente te ne sei andata, e io mi chiedo se quelle persone si sono mai rese conto del male che inconsapevolmente ti hanno fatto... ma non credo l'abbiano mai capito o lo capiranno mai.
Te lo dico a nome loro: Mi dispiace, mi dispiace davvero.