lunedì 7 marzo 2016

Ritorno alle origini

Mi stai pensando? Ti stai chiedendo cosa mi passa per la testa mentre lavori indisturbato? Te lo chiedi mai cosa si agita dentro di me quando cerco di apparire fredda e distaccata?
Dovresti chiedertelo. Ciò che penso ti riguarda molto da vicino.

Riguarda la voglia quasi rabbiosa che ho di legarti a quella sedia. Riguarda la voglia di slacciarti i pantaloni, osservare le tue reazioni mentre te li sfilo, il tuo sguardo incerto ed eccitato mentre avvicino il mio viso al tuo cazzo. Riguarda il desiderio di strofinarmi contro la tua erezione, leccarti attraverso il tessuto dei boxer, ritardando il più possibile il momento, il culmine del piacere. Riguarda la mia impazienza nello sfilarti anche l'ultimo indumento che ti separa da me, dalla mia bocca, dalle mie mani, dalla mia fica. Riguarda la perversa lentezza con cui ti accarezzerò, con la quale ti leccherò e ti bacerò. Riguarda la crudeltà con cui ti torturerò dolcemente stuzzicandoti il cazzo, accarezzandoti le palle, e magari anche stuzzicarti il culo. Riguarda il banchettare col tuo carpo senza lasciarti la possibilità di agire, di reagire, in balia delle mie voglie, dei miei desideri.

Il modo in cui gioco con la penna, l'accarezzare il bicchiere, il guardare distrattamente fuori dalla finestra mentre accavallo le gambe. Gesti innocui che nascondo ben altri pensieri.
Pensieri peccaminosi su un letto sfatto, su corpi intrecciati, sull'odore del sesso che permea l'aria di una camera d'albergo. Ore di passione fatte di orgasmi, di baci e morsi, di schiaffi e carezze, di culo offerto e figa spalancata e colante.

Chiedimi a cosa sto pensando. Osserva la mia bocca mentre ti dice che voglio scoparti, guarda i miei occhi diventare torbidi mentre ti dico che voglio succhiarti il cazzo, ascolta la mia voce mentre ti dico che ti desidero.

Chiedimi a cosa sto pensando.


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