martedì 8 settembre 2015

Esami di coscienza e un minuto di onesta riflessione

Sarà che faccio ancora qualche fatica a far pace con le ombre, con i dubbi e con le insicurezze che per tanto tempo mi hanno fatto compagnia. Sarà che parlare con certe persone, quelle che ritengo per serti aspetti importanti e più sagge di me (non che ci voglia molto), mi porta inevitabilmente a riflettere su me stessa e magari a spostare lo sguardo verso un'altra direzione. Sarà che stanno succedendo molte cose ultimamente, che quella che ero una manciata di mesi fa non è la stessa donna che vi sta parlando ora. Sarà quel che sarà, ma questo pomeriggio mi sono ritrovata a farmi qualche domanda, qualche riflessione un po' spigolosa che non dico mi abbia rattristata, però smorzato gli entusiasmi si.

Pensavo alla felicità e alla tristezza. Pensavo a quello che si dice degli uomini, che gli piaccia prendersi cura della donna, proteggerla ed essere, per certi versi, il suo eroe. Pensavo agli uomini della mia vita. Pensavo a quanti di loro fossero davvero attratti da me e a quanti rispondessero solo a questo bisogno di proteggermi, di aiutarmi. Pensavo al fatto che io finisca per affezionarmi sempre a  uomini più grandi di me, a volte anche di molto. Pensavo al fatto che finisca spesso tra le braccia di uomini già impegnati, ritrovandomi quindi ad essere l'altra, la "rovina famiglie" (anche se, permettetemi, se sentissi che sto per rovinare qualcosa, neppure comincerei una relazione, ci starei davvero troppo male). Pensavo al fatto che non riesca a provare amore, anche se riesco a provare del sincero affetto. Pensavo al fatto che spesso mi incaponisco su qualcuno o su qualcosa, quando magari sarebbe meglio andare oltre, invece di rispondere a quell'infantile istinto di "lo voglio e basta".

Guardavo fuori dalla finestra, in questa magnifica luce di settembre, con un mal di testa sempre più forte e pensavo a tutte queste cose. Mi sono persino ritrovata a chiedermi che opinione potessero mai avere le persone di me. Ma accetterei di sentirmelo dire? Accetterei davvero di sapere tutto quello che gli altri pensano di me? No, non lo sopporterei. I commenti positivi si, ma quelli negativi proprio no. Non sono abbastanza forte per sopportarli. Forse al mattino, quando mi sento felice e non m'importa dell'opinione degli altri, ma adesso, al crepuscolo, no, non ci riuscirei.
Magari invece riuscirei a sopportare anche i giudizi negativi, dopotutto, possono essere peggio delle cattiverie che io penso di me stessa? Del disprezzo che a volte sento ancora verso di me?

Guardavo fuori dalla finestra, il cielo azzurro, gli uccelli volare, qualche nuvola solitaria all'orizzonte. La brezza di settembre, la luce del sole illuminare le fronde degli alberi, e lasciavo la mente vagare su questi pensieri. A sprazzi, qualche pensiero felice faceva capolino, strappandomi un sorriso.

Tutto è passato. Posso controllare solo l'oggi, solo l'adesso. Del passato non posso più farci nulla e il futuro... non so niente del futuro, solo che sarà domani.

Ace


9 commenti:

  1. "Tutto è passato. Posso controllare solo l'oggi, solo l'adesso. Del passato non posso più farci nulla e il futuro... non so niente del futuro, solo che sarà domani."
    Esatto :-)
    Sensuale e saggia ;-)

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  2. Veramente ma veramente bella. Una pagina di diario.. quel che preferisco..quel che maggiormente può narrarmi di te..

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    1. Che rivela luci ed ombre della donna dietro la maschera.

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    2. Luce ed ombra..già.. quanto lo sento familiare..

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