domenica 31 agosto 2014

Silenzi

I silenzi non parlano.
I silenzi sono assenza.
I silenzi sono macigni che gravano sull'anima di chi rimane.
Odio il silenzio dell'abbandono.

martedì 26 agosto 2014

Perversioni

"Perversioni... sono i cuccioli che nutri o la belva che ti divora"

Tu ce l'hai una perversione? La stai nutrendo o stai lasciando che ti divori?

venerdì 22 agosto 2014

Parole, che tu non leggerai mai

Sai chérie, l'altra notte ti ho sognato. Eri lì, con me, nel mio letto. Non ricordo molto del sogno, ricordo solo la tua presenza accanto a me. Buffo come dopo tanto tempo mi torni in mente. Non te ne vuoi proprio andare dai miei pensieri. Ci siamo detti addio, eppure io continuo a pensarti. Avrei moltissimi altri pensieri su cui dovermi fissare, eppure... eppure continuo a chiedermi come stai, cosa stai facendo, come stanno i tuoi piccoli campioni, se hai più rivisto la Stronza. Mi chiedo se vivi ancora sotto lo stesso tetto con lei. Quando sei venuto a cercarmi dopo il lungo silenzio, abbiamo parlato di tutto, ma non ho mai avuto il coraggio di chiederti come andava la relazione con lei. Non so perché, forse per paura. Paura di farti soffrire, paura di soffrire io stessa, perché so che se lei ti stava facendo soffrire io avrei cercato di consolarti. Avrei fatto, e farei tutt'ora, qualunque cosa per renderti felice.

Un bisogno irrazionale forse, quell'istinto da crocerossina che noi donne ci portiamo appresso senza una ragione. Magari è solo perché, al di là di quello che abbiamo o non abbiamo condiviso, tu mi sei sempre piaciuto come persona. Mi piaceva il tuo cervello, la tua maturità, il tuo modo di essere così dolce e premuroso anche quando mi spingevi a trovarmi un brav'uomo. Il tuo saper dare gli ordini... eri bravo lo sai? Saresti un bravo Master, lo so, li riconosco, ne avresti la stoffa e il carattere.

Io e te abbiamo sempre giocato alla pari, perché siamo uguali io e te. Mi piaceva il tuo modo di dare ordini, mi divertiva. Mi divertivo ad obbedirti. A nessuno obbedisco come obbedivo a te, e questo perché noi eravamo uguali, giocavamo alla stessa partita e con le stesse armi.

Dopo averti sognato ho pensato parecchio a te. Sono stata li lì per cercarti di nuovo, per scriverti, ricontattarti. C'ero quasi, ma poi non l'ho fatto. Sarebbe sbagliato. Sbagliato perché ti farei solo soffrire, e Dio sa che mi taglierei un braccio piuttosto che farti soffrire. La verità è che io dovrei stare alla larga dagli uomini, dovrei girare con un cartello "Attenzione! Soggetto pericoloso. State alla larga!".

In quel momento di debolezza in cui avrei voluto cercarti, mi sono venute in mente tutte le cose che avrei voluto dirti, raccontarti. Piccole sciocchezze e grandi ragionamenti che avrei voluto condividere con te. Con te è sempre stato facile parlare. Non c'erano tabù, non c'erano argomenti proibiti o spinosi. Parlavamo di tutto. Certo, la maggior parte delle volte finivamo per parlare di sesso. Con me gli uomini parlano sempre di sesso. Con te però è sempre stato diverso.

Mi manchi. Lo ammetto. Sai cosa spero chérie? Che tu legga questo blog, che tu sia riuscito a trovarmi e legga queste parole, ma non tornerai da me. A me basterebbe sapere che le leggi, che sai, che c'è ancora qualcosa che ci unisce, anche se non possiamo vederci o toccarci, le parole ci legano ancora.

Sono una stupida e una cretina. Ti ho detto addio perché mi ero avvicinata troppo a te e non potevo darti quello che volevo e che tu meritavi. Da allora io non sono più quella di una volta. Ti stupiresti di quanto sono cambiata.

Ora è meglio che vada chèrie. Queste parole ricordano tanto un'email che mi mandasti molto tempo fa. Parole che a suo tempo mi avevano fatto scoprire un lato di te così dolce e sensibile che quasi non credevo possibile. Mi erano arrivate al cuore e mio ero sentita un verme al confronto. Ora sono io a scrivere queste parole, con la differenza che tu non le leggerai mai, perché io ti ho detto addio in cambio della ricerca di me stessa e del mio futuro.

Ti voglio bene chèrie, ti auguro come sempre ogni bene e di essere felice.


martedì 19 agosto 2014

Ecce Homo

Quanto segue potrebbe urtare la vostra sensibilità. Se siete persone intelligenti capirete dove voglio arrivare. Se non lo siete fate a meno di leggere e tutti ci risparmieremo dei fastidi inutili.

"Osservalo. Guarda Gesù. Non è la cosa più bella che tu abbia mai visto, Zach?". Aveva pronunciato il suo nome, ma dal tono etereo della sua voce sembrava che invece stese parlando solo a se stessa. "Si trovano nella sede del pretore. Pilato era una specie di rappresentante di Roma a Gerusalemme. Nel tentativo di mantenere una pace molto fragile, anziché condannare subito a morte Cristo ordina che venga flagellato. La flagellazione era molto simile a un'esecuzione, perché veniva fatta con una frusta cui erano legati pezzetti di vetro, ossa e pietra. Era una punizione molto crudele. Pilato sperava che la folla sanguinaria si accontentasse. Ma guarda il quadro... non ci sono ferite. La pelle della schiena di Gesù è liscia. Eppure è stato appena flagellato con brutalità, colpito con ferocia. Ciseri sta sottolineando la bellezza di Gesù, non la sua flagellazione. Sta mostrando il lato femminile di Cristo. Bisogna ammettere che non è affatto accurato, certo. Le riproduzioni della crocifissione non sono quasi mai accurate. Quel piccolo perizoma che Gesù indossa sempre? Non esisteva. I condannati alla croce venivano denudati del tutto per aumentare la vergogna e l'umiliazione. Gli artisti non sono mai riusciti a mostrare come Gesù fosse completamente umano".
Zach non disse nulla, affascinato dalle parole di Nora.
"Prova a immaginare cosa deve essere stato per Gesù". Scosse la testa, come se lei stessa non potesse figurarselo. "Noi parliamo della Vergine Maria, ma Gesù non era sposato. Anche lui era vergine. Ed eccolo lì, completamente nudo davanti a tutto il mondo, e proprio davanti a lui ci sono Maria Maddalena, la sua migliore amica, e la sua povera madre. Sua madre, Zach. Deve essersi sentito molto imbarazzato, umiliato. Guarda queste due donne. Loro lo capiscono".
Zach osservò il quadro, poi lei.
"Guarda come Ciseri ha dipinto Gesù. Osserva la curva della schiena e delle spalle. E' una classica postura femminile. Le mani sono legate dietro la schiena, e la veste gli cade sui fianchi. Gli uomini lo indicano e lo fissano con aria sciocca. Ma le donne... le vedi? Loro non ce la fanno. Una guarda in basso, ma lei...". Indicò una figura femminile che dava le spalle alla scena orribile che si stava svolgendo. "...Lei non riesce nemmeno a guardare. Deve appoggiarsi all'altra donna per non cadere a terra. E tra tutti i presenti, è l'unica persona di cui si veda il viso per intero".
Restò in silenzio a contemplare ancora, mentre lui le guardava gli occhi. Erano puntati sulle due donne in primo piano, strette l'una all'altra, in un'angoscia evidente.
"Loro sanno come si sente Gesù. Le donne lo sanno sempre. Sanno che non si tratta solo della tortura o dell'omicidio al quale sono costrette ad assistere. Non è stata solo una crocifissione. E' stata un'aggressione sessuale, Zach. Uno stupro".
Nora fece un sospiro profondo e Zach sentì che lui stesso faticava a respirare. Avrebbe voluto dire qualcosa, ma non se la sentiva di parlare.
"E' per questo che sono credente", continuò Nora. "Perché tra tutti gli dèi, solo Gesù può capire. Lui comprende lo scopo del dolore, della vergogna e dell'umiliazione".
"Qual è lo scopo?", chiese Zach, con sincero interesse.,
Gli occhi di Nora tornarono sulle due donne in primo piano che si sostenevano a vicenda nella compassione e nell'orrore. "La salvezza, naturalmente. L'amore".

Tratto da "Peccato originale - L'innocenza" di Tiffany Reisz.

"Ecce Homo" di Antonio Ciseri

domenica 17 agosto 2014

Drogata

Quanto è dolce l'oblio che ti regalano gli psicofarmaci, e quanto infido può essere il modo in cui ti sottomettono, rendendoti dipendente.
Ad esagerare ti rendono una drogata in cerca, non di sballo e divertimento, ma pace e oblio. L'oblio senza pensieri, l'oblio senza memoria ne coscienza. Un corpo senza un'anima, una mente vuota, disabitata.
Sarebbe facile. Qualche goccia e i problemi, le angosce, le ansie sono fuori dalla porta, lontano... eppure sempre lì, perché per quanto possa essere lungo l'effetto degli psicofarmaci, prima o poi il loro effetto finisce e i problemi sono di nuovo lì. Le ansie, le paure e il dolore sono sempre lì. Puoi ignorarli per un po', fingere che non ci siano, perderti nell'oblio, ma prima o poi devi riemergere.
Dolce oblio indotto da quelle gocce dal sapere così delizioso. Vorrei farvi scendere un'ultima volta nella mia gola, ma riemergere poi, dopo il nulla è così terribile. Quelle controindicazioni così violente, così eccessive così disumane... sono peggio degli attacchi.
No caro oblio, dovrò resistere finché mi sarà possibile al tuo dolce richiamo.
Finché mi sarà possibile.


venerdì 1 agosto 2014

Nessuno se ne rende conto se non quando è tardi

Purtroppo succede. Nessuno se ne rende conto. Forse se ne rendono conto quando non sei più come fa comodo a loro, allora forse capiscono che qualcosa è cambiato. Avrebbero potuto fare qualcosa di diverso, avrebbero potuto evitare che accedesse, ma non è successo. Allora succede questo e persone in altre circostanze splendide diventano intrattabili e chiuse. Diventano acide e fredde. L'unico modo che hanno trovato per andare avanti, per sopravvivere a chi li ha semplicemente trattati come pezze da piedi. Hanno dovuto ricostruirsi e hanno scelto l'unico modo che conoscevano, l'unico che ritenevano possibile.
Ma sotto tutta quella dura corazza ci sono ancora i resti della persona di un tempo, basta solo avere il coraggio di andarli a cercare quei resti, purtroppo però, nessuno lo fa più. Abbiamo finito per essere un mondo di egoisti e codardi e farne le spese sono sempre gli stessi.