martedì 18 marzo 2014

Chérie... chérie...

"chèrie... chérie..." disse lei, seduta sul divano, il volto fisso al muro.
"Dimmi" rispose lui, seduto sulla sua poltrona, con il blocchetto in mano.
"Mi annoio chèrie" disse lei voltandosi a guardarlo.
"Era da tanto che non mi chiamavi così, ed era tanto che non tornavi qui" constatò lui guardando il suo volto e poi le sue mani intente a tracciare piccoli cerchi sul tessuto del divano.
"Stavo volando da un fiore all'altro" rispose lei inclinando la testa.
"Non ti seguo più..." ammetté lui.
"Riempimi di lusinghe chérie. Nutri il mio ego" disse allora lei.
"Che cos'hai?" chiese lui mettendo da parte il blocchetto e guardandola meglio. Aveva il volto stanco e lo sguardo vagamente triste.
"Sto scivolando per una china pericolosa chérie, ho bisogno di una mano" rispose lei appoggiando il capo allo schienale del divano e chiudendo gli occhi.
"Tu sei una donna speciale, una donna straordinaria e mi domando cosa posso aver mai fatto nella vita per averti conosciuta. Temo il giorno in cui te ne andrai e lascerai un vuoto nella mia vita, ma nel frattempo mi godo ogni attimo che sto con te. Sei talmente tante cose che non basterebbe una vita intera per dire tutto quello che sei. Sei la mia ossessione, il mio tormento e la mia consolazione. Ogni giorno con te è una scoperta. Per te farai qualsiasi cosa, tranne lasciarti andare... per quello non sono ancora pronto" rispose lui restando poi in silenzio a guardarla. Due lacrime le scesero lungo la guancia.
"Ti ho chiesto di nutrire il mio ego, non di farmi piangere" disse lei cercando di fare del sarcasmo nonostante la voce rotta dalla commozione.
"Quello che ho detto è vero" rispose lui desiderando andare da lei ma restando al suo posto.
"oh chérie... se solo..." disse lei iniziando a piangere.
"Ehi, cosa c'è? Perché piangi?" chiese lui andando da lei e abbracciandola. Lei non gli rispose, continuava a piangere. Lui le sollevò il capo, per poterla guardare in faccia.
"Dimmi cosa vuoi che faccia" le disse asciugandole le lacrime.
Lei lo guardò per qualche secondo, gli occhi arrossati dal pianto. Poi lo bacio, con passione, con tale slancio da costringerlo a sdraiarsi sul divano. Lei sopra di lui che continuava a baciarlo senza sosta.
"Voglio te. Ora. Qui" disse lei slacciandogli la cravatta.
Lui non fece domande e non fece obiezioni, fece semplicemente quello che lei le aveva chiesto.

chèrie... chèrie... ho ancora il tuo numero sulla rubrica e non riesco a cancellarlo...

giovedì 13 marzo 2014

...e io dall'alto gli sussurrerò: no

"Carcassa di cane nel vicolo stamattina. Tracce di pneumatico sullo stomaco squarciato. Questa città ha paura di me. Io ho visto il suo vero volto. Le fogne si estendono nelle strade e sono piene di sangue e quando un giorno traboccheranno, i parassiti affogheranno tutti. La lordura accumulata per tutto il sesso e i delitti salirà schiumando fino alla loro cintola e tutte le puttane e i politici leveranno lo sguardo gridando "salvaci!"... e io dall'alto gli sussurrerò: "no". "
Vi diranno No inutili e patetici parassiti. Vi diranno No perché è quello che meritate quando vi presentate in cerca di aiuto dopo settimane passate nel silenzio più assoluto. Vi diranno No quando cercherete una mano testa e chiedere di essere salvati. Vi diranno No perché non vi conoscono. Dite che siete amici? Quando? Quando siete nella merda fino al collo, quando avete bisogno di una spalla su cui piangere, quando volete qualcuno che vi faccia compagnia, che vi regga il moccolo che ascolti le vostre stronzate prive di senso e schifosamente artificiose?

"Potevano scegliere. Tutti. Non ditemi che non avevano scelta."
Vi avevano avvertito. Vi avevano lanciato i segnali necessari, messaggi subliminali ed esplicite frasi gridate. Tutto inutile, vi è entrato in un orecchio e vi uscito dall'altro come se in mazzo non ci fosse niente, ed è così che è, non c'è niente dentro: né cuore né cervello.

Perché i buoni quando si arrabbiano possono essere più malvagi dei cattivi. Perché le persone sensibili quando li calpesti imparano. Perché gli ascoltatori quando trovano il deserto nel momento di parlare comprendono. Perché arriva per tutti il momento in cui qualcosa si spezza in maniera definitiva e dicono Basta.

Tremate carcasse informi di parassiti esangui. Schifosi egoisti e ipocriti, falsi gentili e laccaculo. Tremate perché non è dai malvagi che dovete guardarvi ma da coloro che avete sempre pensato buoni, da coloro che avete usato come ceppo per piantare i coltelli, sempre più in profondità, sempre più vicino al cuore.

Ve lo dirò un'ultima volta: state attenti, perché quando vi ritroverete nel bisogno qualcuno dall'alto vi risponderà No e vi lascerà morire nei miasmi maleodoranti che vi siete creati con le vostre mani sporche del sangue degli innocenti.


Le citazioni sono gentilmente offerte dal film "Watchmen"