martedì 17 dicembre 2013

La bambina che non sono mai stata

"Come sta andando tra te e lui?" chiese lei mentre passeggiavano lungo le vie del centro.
"Non c'è mai stato un vero io e lui. Adesso men che meno" rispose lei, guardando distrattamente le vetrine.
"Quell'addio ti pesa?" chiese l'amica.
"Si, mi pesa" rispose l'altra. "Ho detto molti adii nella mia vita, ma per qualche motivo questo fa più male, questo brucia di più, questo mi fa desiderare di tornare indietro."
"Nessuno ti vieta di tornare indietro, di cercarlo di nuovo e ricominciare" le disse l'amica fermandosi ad osservare un vestito esposto in vetrina.
"Ci ho pensato, ci ho pensato molte volte" rispose l'altra osservando la coppia all'interno del negozio. "Ci sono momenti che sto per chiamarlo e raccontargli una fantasia, una voglia, un desiderio o più semplicemente un libro che ho letto.... poi ricordo il perché è finito tutto e..."
"E?" la incalzò l'amica riprendendo a camminare.
"E sospiro, in un misto di tristezza e rassegnazione" proseguì l'altra "Allora sento il cuore farmi male ad ogni battito e il respiro farsi pesante."
"Perché è finita tra voi? Non me lo ha mai spiegato" chiese l'amica voltandosi a guardarla un momento.
"A causa mia" fu la laconica risposta dell'altra.
"La colpa non è mai di uno solo, ma sempre un po' di entrambi" disse l'amica cercando di mitigare l'amarezza di quell'affermazione.
"Non in questo caso, non nel rapporto che c'era tra me e lui" rispose lei.
Le due amiche rimasero in silenzio per un po', immerse nel via vai pre-natalizio osservando le vetrine addobbate a festa.
"Ho deciso Kate" disse infine l'amica.
"Che cosa?" chiese l'altra.
"Lui è stato l'ultimo. L'ultimo uomo che ho fatto soffrire. Non accadrà mai più a costo di rimanere da sola" rispose l'altra.
"Non essere così estrema nelle tue decisioni" commentò Kate.
"Tu non capisci Kate, io sono un mostro e come tale non dovrei mescolarmi agli altri esseri umani" ribatté l'amica.
"La solita esagerata" commentò Kate e l'amica rise. "Perché ridi?" le chiese Kate.
"Perché se sapessi davvero cosa sono, cosa ho fatto e cosa vorrei fare ora, mi daresti ragione" rispose l'altra.
"Io non credo" disse Kate. "Anzi, te lo dimostro, dimmi cosa vorresti fare ora" proseguì.
"Vorrei diventare la tua Padrona" rispose lei fermandosi nel via vai del centro.
Kate fece qualche passo ancora, poi si fermò, dandole le spalle, quindi si voltò verso l'amica.
"Ti piaccio?" chiese Kate.
"Non nel senso che intendi tu" rispose l'amica.
"Allora perché?" chiese Kate.
"Perché ne ho bisogno" rispose l'amica.
"E se ti dicessi di si, che mi sta bene" disse Kate.
"Ti direi di scappare da me ora che puoi farlo, perché una volta iniziato non potrei fermarmi" rispose l'amica.
"E quindi?" chiese Kate "Cosa facciamo?"
"Niente. Tutto resta esattamente come sta" rispose l'amica ricominciando a camminare.
"Perché?" chiese Kate.
"Perché arriva il Natale, l'unico momento in cui posso essere la bambina che non sono mai stata" rispose l'amica.


venerdì 13 dicembre 2013

Natale in 5 mosse

1. Combattere con l'albero incastrato nella porta, le luci annodate che neppure Houdini sarebbe riuscito a liberarsi e che rigorosamente non funzionano, palle di tutti i tipi. Scegliere il colore, che dev'essere diverso da quello dell'anno scorso, peccato che nessuno si ricorda di che colore fosse l'albero l'anno passato. Ritrovarsi su uno sgabello traballante abbracciando l'albero nel tentativo di mettergli il dannato puntale che risulterà sempre storto nonostante i tentativi di raddrizzarlo. Combattere con le luci di prima per distribuirle uniformemente senza comunque riuscirci. Stessa cosa per le palle (quelle dell'albero e non).
2. Collassare con tua madre che vuole illuminare l'esterno della casa come un ufo atterrato sulla terra, con conseguente atterraggio di aerei di linea che hanno scambiato casa per un aeroporto.
3. Sorprendere i visitatori con accozzaglie improbabili di addobbi che stanno malissimo tra loro, riuscendo nella missione di levarteli dalle scatole senza ucciderli.
4. Impacchettare i regali in tutta fretta, rimanendo annodati nei nastri e nei fiocchetti. Farsi venire il dubbio del destinatario del regalo che hai appena incartato o scoprire che il regalo si è acceso mentre lo incartavi e quindi sei costretto a scartarlo, spegnerlo e poi tornare ad incartarlo.
5. Organizzare i pranzi e le cene il giorno prima con invitati in-invitabili propinandogli pietanze che li ridurranno alla semi-incoscienza per il resto delle feste.

mercoledì 4 dicembre 2013

Solo per abbracciarti

"per me sei una persona stupenda e a cui voglio un'infinità di bene..io sono stato fortunato ad incontrarti e a condividere la mia vita con te. Per te farei tutto ciò che è in mio potere fare."
"come tu fai il tifo x me io lo faccio x te...semplicemente xkè ti voglio bene...e occupi un posto importante nel mio cuore"

Se mi dici così però io mi commuovo, lo sai, ricordo di avere un cuore e piango come una fontana. Quando mi dici così mi farei 40Km di corsa solo per abbracciarti.

Portami via

Il sole sorge per un altro giorno. La luce sfiora le cime dei rami ormai spogli  con tocchi delicati come un amante tocca la sua donna. Alla luce i rami si illuminano come incendiati da quel tocco. Rami spogli e luce.
Tu e io, ma chérie. Tu che ti avvicini a me con cautela, con tocchi delicati e attenti, io che mi incendio quando mi sfiori anche solo con il pensiero.
Il tuo corpo si scalda, i tuoi muscoli mi avvolgono. Mi schiacci contro di te.
Non posso resistere, non voglio resistere a te. Portami via chérie, portami in un sogno che non sia la realtà, portami in un mondo che sia solo nostro. Portami via per un giorno, anche solo un ora, ma portami via da me stessa.
La luce invade la città. E' ora di cominciare un'altra giornata, chérie.
Un altro giorno, io e te.