lunedì 17 luglio 2017

Mi fai questo effetto

Sono partita con un'idea precisa in testa, con la convinzione che dovessimo chiudere, che così non potevamo andare avanti. Troppo lontani, troppo impegnati. Sono partita con un discorso ben strutturato in testa, con tesi e prove concrete. Ero triste al pensiero che ti avrei detto addio, ma ero convinta fosse la cosa migliore da fare per me.

Poi.

Il treno in ritardo, una doccia veloce. Tu che bussi alla porta. Le tue mani su di me, la tua bocca ad esplorare la mia, e non ho capito più niente. Ogni convinzione avessi prima di rivederti è svanita come se non fosse mai esistita. Le tue mani a spingermi contro il muro, l'asciugamano gettato lontano, l'aria condizionata ad accarezzare il mio corpo nudo davanti a te. Il mio cervello ha smesso di funzionare. Ero solo un corpo affamato di te.

Non dover fare tutto in fretta, poterci prendere il nostro tempo, anche se sempre troppo poco. E' stato fantastico, è stato appagante e sconvolgente. Tu mi fai questo effetto, mi sconvolgi la mente, annienti ogni pensiero razionale e mi lasci in balia di una voglia cieca, di un desiderio disperato, di una passione insaziabile.

Un regalo. Le manette.

Quando me le hai strette ai polsi mi sono sentita così bene. La tua voce decisa che mi ordinava di spalancare le gambe. Non mi vergogno del modo in cui ti ho implorato, e ho adorato concedermi completamente  a te.

Lo ricordi?

Quel momento, quando mi hai chiesto di farlo ancora. Mi sono sentita potente, mi sono sentita donna come non mai. Ti avevo nelle mie mani, letteralmente.

La mia mente non fa che ricordarmi i giorni insieme, il mio corpo si accende nella memoria di un profumo, di una carezza, di una parola, di un sorriso. Ti voglio ancora, ti voglio di più, ti voglio che non riesco a pensare ad altro.

Mi fai questo effetto. Più sto con te, più vorrei starci. Più mi possiedi, più vorrei che mi possedessi. Più mi entri in testa, più vorrei che me la sconvolgessi quella testa.

Non posso più fare a meno di te, e neppure lo voglio.

mercoledì 5 luglio 2017

Facebook è il male

Facebook è il male. Davvero. E' la fine di ogni dignità e di ogni autostima.
Ma facciamo un passo indietro.

Pomeriggio. In ufficio. Mal di testa. Livello di fastidio alle stelle (non per un motivo preciso, ma così, a prescindere). Decido di cazzeggiare su internet, per provare a farmi passare sia il mal di testa che la voglia di fare fisicamente del male a qualcuno (quello davanti a me, tanto per fare un esempio). Finisco su Facebook ed è la fine.

Cerco un video che aveva postato una dei miei "amici", lo trovo, me lo salvo. Poi, per qualche senso mal sano di autodistruzione, decido di fare un giro tra gli amici di questa "amica". Scorro nomi che non conosco finché mi fermo su uno che invece conosco. Mi fermo.

"Ma... non sarà mica quella..."

Avrei potuto fermarmi, restare col dubbio e rimettermi al lavoro. No, ho cliccato, e sì, era davvero lei. Dio che faccia da culo. Continuo a scorrere ignorando la vocina che mi dice di chiudere tutto. Quella perfettina rompicoglioni s'è pure sposata. Beh, lui sempre un troglodita. Pure un figlio hanno fatto. Guarda, tutte foto carine carucce, sembrano persino innamorati.
La donna acida che c'è in me cerca un segno, un difetto per demolire quella coppia perfetta. A foto non si vede, mi illudo che magari in due fanno il cervello di un'ameba.

Sto per chiudere, acida e delusa della mia vita. Poi mi fermo, e non paga guardo gli amici di quella... ho finito pure i termini per definirla. Questa volta, molti più nomi che conosco. Tutta gente che non sopporto, che se trovassi per strada credo che cercherei di investire, invocando poi l'infermità mentale.

Quella ha persino due figli. Quell'altra ha sempre una faccia da schiaffi che mi prudono le mani solo a guardarla in foto. ahahahahah che faccia da pirla quello, chissà se è ancora basso come un tappo di birra. Eccola là, questa non mi stava tanto antipatica. Ha fatto due figli.. pure lei, ed è più giovane di me. E questa? Il fatto che gli unici post siano quelli dei giochi con cui passa il tempo la dice lunga. Ma... e quello lì? Noo, è un incrocio fa il cantante dei Depeche Mode e un altro cantante rock preso a caso. Beh, ma lui è migliorato. Quell'altro ha sempre la faccia da pirla.

Eccolo lì. Sapevo che era per lui che ho iniziato questo calvario. Inconsciamente volevo rivederlo, vedere come stava. Non ci sono quasi foto, ma ne basta una. Lui e suo figlio. 'Fanculo.

Sedute e seduta dalla psicologa per farmi rovinare la vita da Facebook, ma vi pare? E poi mi spiegate com'è che hanno tutti figli? Tranne il rockettaro. Tutti sposati, a sbaciucchiarsi tra cuoricini e unicorni felici che vomitano arcobaleni scintillanti.

Ma vaffanculo! Io la prossima settimana vado tre giorni da Lui, con cui non avrò mai un matrimonio, mai dei figli, ma ho di sicuro un sesso fantastico.

Alla faccia di Facebook e tutte le loro foto smielate.


martedì 13 giugno 2017

La marea dell'orgasmo

Le tue mani che percorrono il mio corpo nudo, la tua bocca che mi sfiora le labbra in un invito a baciarti. Mi tendo verso di te, la corda mi stringe i polsi, e tu ti allontani sorridendo: non fai che provocarmi, sai quanto mi piaccia baciarti, sai quanto mi piaccia sentirti contro di me, ma tu resti distante, lasciando che siano solo le tue mani ad infiammarmi.

"Ti prego" dico in un sussurro, perdendomi nei tuoi occhi. Odio pregarti, e allo stesso tempo mi piace farlo perché so che tu lo vuoi, che ti eccita sentirtelo dire.

Ti chini su di me, la tua mano che mi afferra il viso, e finalmente la tua bocca sulla mia. Rispondo a quel bacio con tutta l'eccitazione che mi pervade, la mia lingua che si insinua nella tua bocca, alla ricerca di te e del tuo sapore. Quasi dimentico di respirare per il desiderio, per la voglia di farti capire quanto io sia eccitata, quanto io abbia bisogno di te.

Ti allontani e io cerco di rincorrerti, ma sono bloccata qui. La tua mano che scende sul mio collo, lo accarezza. Scosto la testa all'indietro, esponendo ancora di più il mio collo alle tue mani. Con il pollice mi accarezzi, aumentando la stretta quel tanto da farmi sentire tua. Allenti la presa e poi dei dolci baci dove prima c'erano le tue dita. Cominci a mordermi la pelle e poi su fino all'orecchio.

Istintivamente comincio a muovere in bacino, la corda stretta alle caviglie si tende sfregando la pelle. Sento la tua mano accarezzarmi il ventre, e poi giù fino all'interno coscia. Cerco di spostarmi, voglio la tua mano tra le mie gambe, ma tu ti ritrai. La tua bocca di nuovo sulla mia, il mio bacio è disperato dall'eccitazione.

"Ti prego." Ho il fiato corto. Il mio corpo pulsa accaldato. La mia pelle è così sensibile da far male. Le tue mani e la tua bocca non fanno che aumentare tutto questo. Sto perdendo ogni controllo, ed è quello che volevi: portarmi al limite e farmelo oltrepassare.

In un'incessante litania comincio ad implorarti, sempre più bramosa, sempre più affamata. Le tue dita mi sfiorano le grandi labbra e io rabbrividisco, spalancando ancora di più le cosce. Ricomincio a pregarti, senza sosta, finché un tuo bacio mi zittisce e la tua mano finalmente scende sulla mia fica. 

Basta un tocco e scariche di piacere mi attraversano il corpo. I miei gemiti sono soffocati dal tuo bacio. Raggiungo l'orgasmo in un delirio che mi annienta e mi sconquassa il corpo. Tutto il mio corpo e in preda al piacere, e per diversi minuti non sono altro che questo: puro piacere.

Lentamente torno alla realtà, il respiro affannato e la vista annebbiata. È solo un attimo, il tempo che occorre perché tu scivoli dentro di me, e tutto ricomincia. La marea dell'orgasmo mi sommerge di nuovo, e io annaspo lasciandomi nuovamente andare.


lunedì 5 giugno 2017

Piccoli obiettivi e grandi speranze

Mi sono assentata per parecchio tempo da questo mio buon vecchio blog, ma diciamolo, piuttosto che venire a fare la logorroica qui, me ne resto nel mio angolino della vergogna, no?
Adesso però le cose stanno un po' cambiando. Sarà la miliardesima volta che lo dico, ma questa volta sono discretamente ottimista sul fatto che stia accadendo realmente.

Prima di tutto lasciate che ringrazi chi, con l'ultimo post, mi è stato vicino. Posso darvi la notizia: falso allarme, sono solo stressata da paura! Da qui, la svolta, la decisione di andare da una terapeuta e fare le cose per bene, facendomi aiutare per uscire finalmente dal casino che ho in testa.
Quindi vado dalla psicologa perché sono una pazza squinternata: adesso sapete perché, nonostante sia una calda donna sensuale e divertente non ho lo straccio di un uomo.

Scherzi a parte, la terapia sta facendo il suo lavoro, non è che sono diventata all'improvviso una persona normale (anche perché, chi vuole essere normale?), ma diciamo che sto facendo dei passi avanti. Ovviamente la strada è lunga, ho ancora dei momenti depressivi da paura, e attacchi di rabbia che decapiterei più di qualche malcapitato; quando vedo l'uomo del cioccolato ho ancora una scissione di sentimenti (quanto è figo/quanto è stronzo); corro ancora dietro agli uomini (questo non credo smetterò mai di farlo).

Comunque sia, ho cominciato a pormi degli obiettivi (la mia psicologa dice che non lo faccio, ma che dovrei), da qui la stesura di programma di allenamento per scolpire le mie curve ed essere un po' più elastica: non è che dopo aver assunto certe posizioni durante una scopata, poi posso rimanere bloccata per due giorni perché mi fa male tutto, insomma, che figura ci faccio?!

E così, con giugno, si può dire che comincia la mia "nuova" vita, con piccoli obiettivi e grandi speranze, ma soprattutto, finalmente, mi torna la voglia di scopare. Figuratevi quanto ero messa male se non avevo più neppure la voglia di scopare!!

Con questo vi auguro una buona giornata, e se non dovessimo rivederci: buon pomeriggio, buona sera e buona notte.


venerdì 12 maggio 2017

Forse non è...

Vorrei poterti dire che non voglio nessuno, che non voglio che mi presenti nessuno, che io voglio te. Io voglio stare con te soltanto, ma non posso dirtelo. Non posso dirti una cosa simile, e comunque sarebbero gli ormoni a parlare, sarebbe la nostalgia e la lontananza. Sarebbe il timore che mi stai abbandonando, cercando qualcuno a cui sbolognarmi.

Ma non dirò nulla di tutto questo. Terrò questi pensieri, questi desideri per me è non ti dirò nulla. Neppure che ho un ritardo.

Si, un ritardo.

Forse è solo stress, forse è solo che sono scombussolata, forse sono i continui viaggi, o forse è davvero quello che penso...


mercoledì 26 aprile 2017

Ma lasciami in pace...

Non amo stare in mezzo alla gente, anzi, tendenzialmente evito i luoghi sovraffollati. Mi rende nervosa stare pigiata tra altre persone, dover forzatamente socializzare con persone che non conosco o non ho voglia di conoscere. Quindi se, per una volta, mi trovo un angolo lontano dalla ressa dove posso starmene in pace, in silenzio ad osservare la folla senza essere vista, perché venite a cercarmi?
Che bisogno c'è di dover per forza parlare? Che bisogno c'è di dover per forza fingersi interessati a quello che le persone dicono?

Non siamo amici, siamo a malapena conoscenti, condividiamo 8 ore al giorno, perché dovrei voler aumentare questo tempo forzato insieme? I colleghi non sono amici, me l'ha insegnato l'uomo del cioccolato, si parla e si socializza solo per uno scambio di necessità, non per vero interesse.

Si, ci sono delle volte in cui preferisco la compagnia delle persone, perché stare tra le persone mi aiuta a non pensare, a distrarmi, a farmi sentire quasi "normale". Il più delle volte però, non mi va. Non mi va di dover per forza sorridere, essere partecipe, sentirmi coinvolta. Vorrei essere lasciata semplicemente in pace. Mi ignorate sempre, perché quando ho bisogno di essere invisibile, tutti provate l'irrefrenabile impulso di vedermi e socializzare con me? Continuate ad ignorarmi come fate sempre, quasi quasi lo preferisco.


Docile

Posso sedermi sulle tue ginocchia? Starò buona e tranquilla seduta sulle tue gambe, le braccia allacciate al tuo torace, il viso nascosto sul tuo collo.

Sarò buona e tranquilla, ma lasciami stare qui, tra le tue braccia, a contatto col tuo corpo, avvolta dal tuo profumo, vicina alla tua bocca.

Mi sento domestica oggi. Mi sento vulnerabile e affettuosa, remissiva  e docile.

Mi manchi.